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Nelle mani dei balordi (il futuro dei nostri figli)

Nell’agosto di ventotto anni fa la nave Vlora, carica di ventimila profughi albanesi, sbarcava a Bari.

Da allora, per venticinque anni, gli albanesi e i rumeni sono stati gli “stranieri d’Italia”, e così rabbrividisco quando da alcuni di loro sento apprezzamento per le politiche di Salvini.

Anche i napoletani sono stati stranieri in casa nostra, e così rabbrividisco quando l’ambulante abusivo dall’accento campano sottolinea come lui non sia uno di quei “negri”.

Non c’è altro che odio in questo Paese.

È il sentimento con il quale la gente comune ha votato e partecipato al successo del Movimento cinque stelle nell’illusione di possedere capacità di governo – che poi se l’uomo medio fosse capace di decidere il bene autonomamente non servirebbe alcun governo, il mondo sarebbe un paradiso socialista.

È lo stesso sentimento col quale i consensi si sono spostati sulla Lega di Salvini e che sta consegnando il futuro dei nostri figli nelle mani di un gruppo di balordi che disegnano un destino che, con spirito ottimista, immagino fatto più o meno di tracollo economico, scontro con l’unione Europea, controllo della Russia sul nostro Paese, guerra civile, scontro tra potenze e via di seguito.

Credo anche che, purtroppo, potrebbero non essere sufficienti le istituzioni democratiche, la non violenza, l’amore, la solidarietà, la comprensione e il buon senso per garantire la nostra sicurezza e la nostra libertà – se mai sono stati sufficienti, non questa volta.

Fa sorridere – o forse no – il pensiero che potrebbero essere i nostri figli i prossimi ad affrontare lunghi e pericolosi viaggi per fuggire dal loro Paese.

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