Skip to content

Le olive su Marte cadono all’insù?

“Faccia attenzione signora, le stanno volando via gli occhiali!”, disse il ragazzo con un anello al naso.

La signora allungò il braccio per non farseli sfuggire, li afferrò per la montatura ma perse l’equilibrio e, scompostamente, finì per sbattere il capo contro la cupola di vetro che li isolava dal resto del pianeta.

“Tutto bene?”, domandò soccorrendola – come si deve in questi casi – il ragazzo con un anello al naso.

“Non mi abituerò mai all’assenza di gravità”, rispose la signora con un tono della voce sostenuto, così che anche gli altri migranti la ascoltassero, “ma grazie, comunque. Da dove viene? Africa?”

“No, signora, vengo dagli Stati Uniti”, rispose lui, “fuggo dai messicani”.

In casi come questo, il ragazzo con un anello al naso avrebbe dovuto domandare “E lei, signora? Da dove viene?”, eppure non lo fece – contravvenendo palesemente alla legge sulla cortesia in vigore nel Sistema Solare.

Intervenne allora un vigilante, “Signor Smith, abbiamo constato una mancanza di cortesia”, lo afferrò per il braccio, “venga con noi”.

“Credo ci sia un errore, agente”, mentì la signora, “il signor Smith è stato estremamente cortese, stavo per raccontargli la mia storia. Spero che anche lei, agente, gradisca ascoltarla”.

L’agente ed il signor Smith imprecarono in silenzio, sorrisero ed annuirono.

“Io e mio marito eravamo felici ad Amaseno. Una vita semplice: casa, famiglia, chiesa, salsa e merengue e raccolta delle olive. Una vita talmente tranquilla che non ci accorgemmo neanche della guerra tra mondi del 2019 (vi giuro, ne ho sentito parlare per la prima volta durante la sosta sulla Luna). Tutto iniziò a precipitare quando un batterio alieno colpì gli ulivi di tutte le terre a cavallo tra i monti Ernici e quelli Lepini. In pochi anni non producemmo più olio, fummo costretti ad acquistarne dalla Turchia e a rinunciare ai corsi di salsa e merengue. Finimmo in povertà”

“La sua storia è molto interessante”, disse l’agente, come previsto dalle norme sulla cortesia, dando di gomito al signor Smith perché intervenisse anch’egli.

“Continui, signora, continui a raccontare”, la esortò l’americano.

“Da Amaseno ci trasferimmo a Castro dei Volsci, poi a Ceccano, poi all’Arnara e ancora a Monte San Giovanni Campano, infine ci fermammo a Veroli dove incontrammo Carlo Mars in persona. Ci parlò per due giorni e due notti del nuovo mondo, della vita equa e solidale che ci avrebbe attesi qui su Marte.
– Su Marte – ci disse – ci sono migliaia di ettari di uliveti traboccanti di olive sane che attendono di essere raccolte –
– Evviva! – esultò mio marito.
– Mi tolga una curiosità – domandai io – è vero che su Marte le olive cadono all’insù? –
– Sì –
– Ah –
Poi gli affidammo tutti i nostri risparmi e salimmo sul barcone”

“E adesso dov’è suo marito, signora?”

“Sistino è morto durante la traversata”

“Capisco”, disse lui.

Fuori dalla cupola gli spettatori, spazientiti, si chiedevano quando sarebbe avvenuta l’esecuzione, poi il gas fu sprigionato di colpo.

Seguirono applausi, Marte era ancora libero.

“Le olive su Marte cadono all’insù?” è stato pubblicato nel numero di Dicembre 2016 di Gente Comune, periodico gratuito distribuito nella Provincia di Frosinone

Be First to Comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: