L’importanza di chiamarsi Cos’

pastore ciociaro“Ciociaria Paranoica” offre l’unica soluzione definitiva ai problemi della provincia di Frosinone: la bomba atomica

Voglio ringraziare pubblicamente tutti gli elettori dell’Udeur che hanno riconosciuto in me un leader indiscusso grazie all’ultima puntata di “Ciociaria Paranoica”: siete brave persone.

Molti tra voi si saranno chiesti di cosa mi occupo quando non scrivo per Gente Comune.

Spero di non deludervi dicendovi che passo il mio tempo reperendo involontariamente informazioni su Cos’, mitico personaggio ciociaro da sempre sulla bocca di tutti che, purtroppo, non ho mai avuto l’onore di incontrare. Dicono mi somigli parecchio.

“Ma tu non sì Cos’?”, mi chiedono.
“No, sono Antonio”
“Ah, scusa”
“Figurati, ormai sono abituato”

Negli anni ho sentito dire di Cos’ tutto e il contrario di tutto. E’ stato carpentiere, filosofo, contadino, macellaio, cantante, giornalista, consigliere provinciale, sindaco, notaio, calciatore e chi più ne ha più ne metta. Ha avuto influenze, sciatalgie, tumori, otiti, persino l’Aids e l’ebola. Ha raccontato migliaia di barzellette e centinaia di bugie. Ha avuto figli e nipoti. Una volta non ha messo la freccia sulla statale ed ha avuto un brutto incidente.

Ultimamente è anche morto. L’ha scritto su Facebook la professoressa Jolanda Promutico: “R.I.P. Cos’”. “Ora pazziarai con gli angeli” ha commentato il dirigente della squadra di Curling della Comunità Montana degli Ernici dottor Sisto M. Pantano.

Ho sempre pensato che se avessi un figlio mi piacerebbe chiamarlo Lorenzo o Giulia perché credo sia importante dare a tutti i bambini ciociari lo stesso nome.

Ultimamente, però, ho cambiato idea. Ne ho parlato anche con la mia compagna.

“Sai Franca, se avessimo un figlio mi piacerebbe chiamarlo Cos’”

“Cos’? Non so, quell’apostrofo finale non mi convince, è così hipster”

“Mi piacerebbe ricordare Cos’, buonanima”

“Intendi Cos’, il figlio di Cosa che abitava a Cos’?”

“Sì, non l’ho mai conosciuto personalmente ma dicono che fosse una gran brava persona”

“Eh sì”

“Proprio l’altro giorno camminavo per strada quando un ragazzo da lontano ha preso ad urlarmi contro «Compaaaaaaaaa… compaaaaaaaaaaaaa» con fare minaccioso.
Avvicinatosi ha capito di essere in errore.
«Prima che tu dica qualsiasi cosa: ti sbagli, non sono Cos’».
«Oh, scusa compà»
Superato l’imbarazzo mi sono sentito in dovere di dargli la brutta notizia.
«Cos’ è morto, pace all’anima sua».
Era affranto, mi ha chiesto «Non posso crederci! Cos’ Cos’? Il figlio di Cosa?».
«Sì, proprio lui, quello che abitava a Cos’».
«Dannazione».
«Sì».
«Brutta storia, che Iddio gli renda merito. Vabbè, ciao compà».
«Ciao»”

“Adoro quando utilizzi il dialogo diretto per raccontarmi degli aneddoti!”

“Sì, lo so”

“Bene”

“Vuoi che ti racconti altre storie che riguardano Cos’?”

“Magari più tardi”

“Ok”

“A dopo”

Ciociaria Paranoica viene pubblicata da Gente Comune
“L’importanza di chiamarsi Cos’” è stato pubblicato sul numero di Dicembre 2014