Mia Madre Astronauta (Ultra Edizioni, 2019)

Mia Madre Astronauta (Ultra Edizioni, 2019)

«Ricordate lo sconosciuto che regalava caramelle piene di droga ai bambini all’uscita delle scuole? Era mio padre. Quando si sparse la voce e nessun bambino fu più disposto ad accettare caramelle da uno sconosciuto, mio padre andò a lavorare in un cantiere come manovale, cadde da sette metri e restò paralizzato dalla vita in giù. Dopo l’incidente mio padre fece causa al datore di lavoro, il quale sostenne che mio padre fosse un mitomane: «Quello sconosciuto non ha mai lavorato per me». Il giudice diede ragione al datore di lavoro e condannò mio padre al risarcimento del danno d’immagine causato alla ditta edile. L’inabilità al lavoro del marito costrinse mia madre ad accettare un impiego come astronauta nella stazione spaziale internazionale Galileo XXIII. Mio padre considerava sconveniente che una donna sposata dormisse per tanto tempo lontano da casa, chiusa in una stazione spaziale internazionale con otto uomini. Ma mia madre spediva soldi ogni mese dallo spazio, comprando il silenzio e la birra con cui mio padre si anestetizzava ogni santa sera. Io gli preparavo un pediluvio, lui mangiava le unghie, beveva birra e scriveva lettere d’amore a Enrica Bonaccorti: «Guardo il cielo e vorrei prendere la stella più bella, tu, Enrica». Così comincia Mia madre astronauta, una trasposizione surreale in parole e immagini della cronaca, dei sentimenti e delle ansie dell’ultimo decennio, nella quale si possono incontrare terroristi innamorati, alberi che fanno lo sciopero della fotosintesi clorofilliana, attori che amano rane velenose, donne quasi centenarie che fuggono di casa, uomini che parlano d’amore e di pace come nessuno aveva mai fatto prima, fantasmi esibizionisti, conigli assassini, migranti interplanetari, Rodolfo Valentino, Hegel, Elvis Presley, Silvio Berlusconi e l’ex presidente americano Gerald Ford.

“Mia madre astronauta” è un libro che spopola in estate, cento pagine da leggere sotto l’ombrellone o in baita, in aereo o in treno, in città nelle ore meno calde. Ciononostante, risulta piacevole al lettore anche in inverno.

L’opera, edita da Ultra, racconta un mondo fantastico ma verosimile, trasposizione surreale in parole e immagini della cronaca, dei sentimenti e delle ansie dell’ultimo decennio. 

“I riferimenti sono tanti, ogni scrittura è debitrice di una lettura. Mi sono ispirato al tenore surreale della narrativa sudamericana e di quella fantascientifica. E alla narrativa umoristica anglosassone e italiana, ovviamente”, ha dichiarato Coletta in una recente intervista a John Smith, critico del “Los Angeles Beautiful Books Journal”.

L’autore ha inventato favole che hanno come protagonisti esseri umani, animali e vegetali, reali e immaginari, coinvolti in bizzarre vicende familiari, strampalate storie d’amore, sconfitte brucianti e morti assurde.

“Comporre questo libro è stato molto divertente. È una sgambata – non sempre politicamente corretta – in un mondo fatto di fantasia, eventi inaspettati, associazioni di idee e giochi di parole”, ha dichiarato l’autore in una recente intervista a Juan Garcia Gonzales, critico della “Revista madrileña de bellos libros”.

“Mia madre astronauta”, in effetti, è un viaggio fuori dalle regole del tempo e dello spazio attraverso i luoghi comuni e le manie della nostra società, il suo rapporto con il pianeta, con la religione, con il sesso, con i mass-media, con la politica, con la dignità. 

Leggendo “Mia madre astronauta” potreste incontrare terroristi innamorati, alberi che fanno lo sciopero della fotosintesi clorofilliana, attori che amano rane velenose, donne quasi centenarie che fuggono di casa, uomini che parlano d’amore e di pace come nessuno aveva mai fatto prima, fantasmi esibizionisti, conigli assassini, migranti interplanetari, Rodolfo Valentino, Hegel, Elvis Presley, Silvio Berlusconi e persino l’ex presidente americano Gerald Ford. 

“Probabilmente non vincerà il Pulitzer, ma sono certo che questo mio volumetto si aggiudicherà almeno il Premio Campiello”, ha dichiarato l’autore in una recente intervista a Jean Bernard, critico de “La Reveu des Beaux Livres”.

MIA MADRE ASTRONAUTA – ULTRA EDIZIONI, 2019 – 96 PAGINE – € 12,50

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