Cinque racconti per cinque morti

Cinque racconti per cinque morti

IL PIEDE SINISTRO DI GERGELY HORVATH

Quelli che sostengono che due calci ad un pallone non hanno mai ucciso nessuno probabilmente non hanno mai sentito parlare del piede sinistro di Gergely Horvath, allevatore di polli e terzino destro di Pecs che nel 1945 combatté al fianco dell’Armata Rossa durante la battaglia del lago di Balaton.

“Se avesse calciato per noi” scrisse anni dopo l’ammiraglio Horty “avremmo vinto la battaglia. Il suo era un piede sinistro talmente preciso e potente che con un calcio ad un pallone avrebbe potuto uccidere un uomo a quattrocento metri di distanza”.

Al termine della guerra i palloni calciati da Horvath avevano ucciso centinaia di soldati tedeschi.

Segnato nell’animo dagli orrori della guerra, l’uomo tornò ad allevare polli per poi suicidarsi palleggiando con lo stesso piede sinistro che già aveva distrutto tante vite. Era il 12 novembre del 1953.

GOMMAPIUMA

Ho accoltellato alle spalle il mio migliore amico per non vedere i suoi grandi occhi rossi chiudersi per sempre.

Mi ha detto “cosa fai qui?” – cosa facevo lì, la trasmissione era ormai solo sua – “nostalgia”, gli ho risposto, “eravamo una coppia affiatata”.

Mi sono mosso nello studio come non l’avessi mai abbandonato: il trono, “qui è dove raccontavo le favole ai bambini”; l’albero, “qui è dove leggevi le lettere del pubblico”; una casa di marzapane, “e qui è dove ci ubriacavamo la sera, dopo aver visto l’ultima puntata dei Supercuccioli”.

Lui ha annuito, ha detto “credo dovresti andare a casa, adesso”. È stato allora che l’ho aggredito, “riprendimi con te, riportami in televisione”, l’ho spintonato.

“Vedrò cosa posso fare”, ha detto lui, “purtroppo sei andato fuori moda”.

“È vero, purtroppo”, l’ho ringraziato e salutato, mi sono allontanato a orecchie basse, poi – maledetto orgoglio – ho tirato fuori il mio coltellino da campeggio e gliel’ho conficcato tra le scapole, nella sua gommapiuma.

Chissà se cadendo a terra ha pensato “mi ha ucciso proprio lui, il mio vecchio amico, il mio migliore amico, il signor Coniglio”.

IL ROMANZO

Messo il punto all’ultimo paragrafo del romanzo più importante del ventunesimo secolo, il signor Filippo di Vivacchio nell’Emilia fu preso dallo sconforto.

“Aver scritto il romanzo più importante del ventunesimo secolo implica che per scriverne uno altrettanto importante dovrò attendere il ventiduesimo secolo”, singhiozzò.

“Non lamentarti”, lo rimproverò la moglie, “non tutti hanno scritto il romanzo più importante del ventunesimo secolo. E comunque non vivrai abbastanza a lungo da scrivere il romanzo più importante del ventiduesimo secolo”.

“Maledetta mortalità” urlò il signor Filippo nel momento in cui un violento terremoto radeva al suolo Vivacchio nell’Emilia portandosi via la sua vita, sua moglie e l’hard-disk contenente il romanzo che avrebbe potuto renderlo immortale.

BREVE DI CRONACA NERA

Il nuovo regolamento comunale impone che il terrorismo agisca in punti imprecisati di luoghi delimitati e ad orari definiti: accoltellamenti nei treni della Metro B avvengono puntuali ogni giorno alle otto del mattino, esplosioni nella Metro C mezzora dopo, attentati sulla Tuscolana alle nove meno un quarto e sull’Appia alle nove.

L’Ingegner Rossini aveva una cicatrice sulla guancia, una moglie, un figlio di nove mesi, un pesce rosso e, secondo il protocollo d’intesa firmato da sindaco e terroristi, avrebbe dovuto rischiare la vita ogni giorno percorrendo la Tuscolana tra le otto e mezzo e le nove per raggiungere il lavoro.

È morto lunedì mattina mentre raggiungeva il lavoro percorrendo via del Mandrione tra le otto e un quarto e le nove meno un quarto, dopo aver eluso i controlli di vigili e kamikaze alla barriera di Porta Furba, investito dal camion impazzito che uccide su quella strada alle otto e venticinque.

SALUTI DA PYONGYANG

L’uomo più solo del mondo si chiama Kim e vive a Pijŏng-song, villaggio al confine meridionale della Corea del Nord abitato da un solo uomo – Kim, appunto.

Per una disattenzione delle poste nordcoreane ha ricevuto una cartolina da Pyongyang destinata ad una donna di nome So-Yon.

“Non avevo mai ricevuto posta prima d’ora”, osserva, “restituirò la cartolina al mittente”.

Il mittente si chiama Kim – “come me ma un po’ più basso”, commenta immaginando la fisionomia dell’uomo, “chiederò consiglio al soldato che piantona il confine meridionale”.

“Salve soldato, conosce per caso un uomo di nome Kim che vive a Pyongyang? Ho ricevuto per errore delle poste una sua cartolina destinata ad una donna di nome So-Yon e vorrei restituirgliela”.

“Mi faccia vedere”, dice il soldato che piantona il confine meridionale strappandogli a cartolina di mano, poi aggiunge “non si preoccupi, provvederò a restituirla al mittente, può tornare alla sua solitudine”.

Il nostro Kim non dice nulla, volta le spalle e torna a Pijŏng-song, villaggio al confine meridionale della Corea del Nord abitato da un solo uomo – Kim, appunto.

KIM È MORTO IL 23 AGOSTO DEL 2017. AL SUO FUNERALE HANNO PARTECIPATO IL SOLDATO CHE PIANTONA IL CONFINE MERIDIONALE, KIM DI PYONGYANG E UNA DONNA DI NOME SO-YON. È STATO POI GETTATO IN UNA FOSSA COMUNE, COSÌ CHE NON FOSSE PIÙ SOLO.

[Foto di copertina: Domink Matus | Hřbitov ve Fontanelle, Neapol | CC BY-SA 4.0]
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