Le indicibili sofferenze della nonna di Cappuccetto Rosso

Le indicibili sofferenze della nonna di Cappuccetto Rosso

Contravvenendo ad una consolidata abitudine, il ventidue di marzo Cappuccetto Rosso non incontrò il lupo nel mezzo del bosco.Lo attese per quattro ore, ingannando il tempo mangiando le cose buone nel cestino destinato alla nonna malata, poi riprese il suo cammino verso casa della vecchia – “magari il lupo è già lì”, pensava, “forse ha già mangiato la nonna di un sol boccone”.

Invece no, Cappuccetto Rosso fu presa da un grande spavento quando capì non solo che in quel ventidue di marzo il lupo non era mai stato in quella casa – “dove cavolo è finito quell’animale?” – ma anche che sua nonna stava soffrendo dolori indicibili.

“Nonnina, come posso aiutarti?”, domandò e, proprio mentre la vecchia stava rispondendo con voce flebile, il cacciatore irruppe nella casa agitando un coltellaccio contro la nonna moribonda – “TA-DAM” urlò “a noi, brutta bestaccia”.

“Ti prego, non ucciderla, é mia nonna!”, urlò piangendo Cappuccetto Rosso.

Il cacciatore la guardò stupefatto, “io… io…” – balbettò – “sono venuto qui per uccidere un lupo” e poi aggiunse “tua nonna avrebbe bisogno di un’assistenza domiciliare ventiquattro ore su ventiquattro”.

La vecchia emise un sibilo.

“Vuole dirci qualcosa”, disse Cappuccetto Rosso.

Il cacciatore si avvicinò alla vecchia, la ascoltò, disse “Non posso, signora, l’eutanasia è illegale in questa parte del bosco”, poi prese da parte Cappuccetto Rosso, le diede un bigliettino e disse “vai in questa clinica, dall’altra parte del bosco, vai a nome mio, aiuteranno tua nonna”.

Il cacciatore si congedò, Cappuccetto Rosso stette un po’ a piangere sua nonna, poi la porta si spalancò e il lupo entrò in casa – “scusate il ritardo”.

Il cacciatore era ormai lontano e il lupo piuttosto affamato, la nonna vide ormai vicina la fine delle sue sofferenze, Cappuccetto Rosso fuggì perdendosi nella parte di bosco pro-vita.

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