L’inquilina del piano di sopra

condominioLa precedente inquilina del piano di sopra conobbe la sua prima crisi esistenziale all’età di novantatré anni, cinque mesi e diciotto giorni.

Era un sabato notte e, come previsto dal regolamento condominiale, la vecchia stava trascinando una sedia da un lato all’altro di una stanza del suo appartamento quando – improvvisamente – sentì il corpo bloccarsi, le forze mancare ed il respiro farsi sempre più affannato.

“Non ho fatto altro negli ultimi vent’anni”, pensò, “Strascicare sedie, tavoli e mobili. Farmi rapinare da ragazzi travestiti da addetti dell’Enel. Mantenere la televisione sintonizzata su Retequattro ventiquattr’ore su ventiquattro”.

Ripensò alla sua carriera nel condominio della palazzina di via degli Struzzi 177: bambina tutta boccoli e dolcezza che giocava nel cortile; ragazza prosperosa e disinibita della porta accanto; madre amorevole e moglie devota dell’inquilino del piano di sotto; vecchia e rumorosa vedova del piano di sopra con fastidioso cane di compagnia.

Raccattò alcuni vestiti, uscì dal Condominio in cui aveva trascorso tutta la sua vita e, lentamente, s’incamminò verso sud lungo la Statale 167.

Al mattino successivo l’inquilino del piano di sotto, insospettito dall’improvvisa e protratta mancanza di rumori provenienti dal piano superiore, informò il vigile Urbano di quell’insolito silenzio.

“Sono preoccupato: non rispettare il regolamento del condominio non è da lei”

“Intervenire nelle faccende della vostra palazzina non fa parte delle mie mansioni”, lo informò Urbano – il quale, in effetti, pur essendo detto “il vigile” per la sua grande attenzione, altro non era che un impiegato dell’Ufficio Anagrafe.

“Provvederò comunque”, continuò Urbano, “ad informare le guardie municipali perché compiano un sopralluogo”.

L’inquilino del piano inferiore ringraziò il solerte Urbano, il quale provvide immediatamente ad informare le forze dell’ordine.

L’auto della polizia municipale arrivò dinanzi alla palazzina in un battibaleno: le sirene spiegate attirarono nel patio tutti i condomini.

“Cosa succede, mamma?”, domandò la bambina che giocava nel cortile.

“Pare sia morta l’inquilina del piano di sopra”, rispondeva la madre amorevole e moglie devota dell’inquilino del piano inferiore.

“Salutava sempre”, aggiungeva la prosperosa e disinibita ragazza della porta accanto.

Salutare sempre è scritto nel primo articolo del regolamento condominiale”, la fulminò la madre amorevole e moglie devota dell’inquilino del piano inferiore.

“Urbano ci ha segnalato un’improvvisa mancanza di rumori provenienti dall’appartamento dell’inquilina del piano di sopra. Sa dirci dove si trova tale appartamento?”, domandarono i vigili all’inquilino del piano di sotto.

“Al piano superiore”, rispose lui.

“Ne è certo?”

“Assolutamente”

Il regolamento dei vigili urbani prevede che, in caso di sopralluogo presso l’appartamento di una vecchia inquilina del piano di sopra, sia doveroso, in prima battuta, suonare il campanello.

Contravvenendo a quanto indicato dal manuale un vigile urbano bussò alla porta attirandosi gli improperi del comandante.

“Quest’infrazione del regolamento le costerà cara”, lo ammonì, “ma prima terminiamo quest’intervento”.

“Sento qualcosa, comandante”, disse una giovane vigile, “sembra il guaito di un cane!”

“Deve trattarsi di un fastidioso cane da compagnia”, disse l’inquilino del piano di sotto, “il regolamento del condominio prevede che ogni vecchia inquilina del piano di sopra ne abbia uno”.

Il regolamento dei vigili urbani prevede che, una volta accertata la presenza nell’appartamento di un fastidioso cane da compagnia, si entri nell’abitazione muniti di paletta in carta per la raccolta degli escrementi del cane.

“Si vada a comprare un numero di palette in carta sufficiente a permetterci l’ingresso nell’appartamento!”, ordinò il comandante.

“E’ domenica, comandante, il rivenditore ufficiale di palette in carta per la raccolta degli escrementi del cane non sarà aperto prima delle nove di domani mattina”.

Il comandante si portò una mano alla tempia ed ordinò di lasciarlo pensare.

“Non posso contravvenire al regolamento, torneremo domattina”, disse infine e, a sirene spiegate, i vigili tornarono alla stazione di polizia locale.

Il giorno successivo, armati di paletta in carta per la raccolta degli escrementi del cane, i vigili urbani buttarono giù il portone dell’appartamento del piano superiore constatando la scomparsa dell’anziana inquilina.

“Non possiamo far altro che informare l’amministratore del condominio dell’accaduto”, concluse il comandante dei vigili urbani.

L’amministratore del condominio indisse immediatamente un concorso per selezionare una nuova inquilina per l’appartamento del piano superiore.

Prosperose e disinibite ragazze della porta accanto provenienti da tutta la provincia di Macerata trascinarono le loro mamme e nonne alla selezione per la palazzina di via degli Struzzi 177.

L’attenzione della commissione selezionatrice, però, fu attratta da un’anziana e minuta signora che asseriva di essere giunta sola in treno da una grande città.

“Un viaggio così lungo, perché?”, domandò il presidente della commissione, il vigile Urbano.

“Per tutta la vita ho sognato diventare un’inquilina del piano di sopra con fastidioso cane di compagnia”, spiegò la signora, “tuttavia nelle grandi città non c’è meritocrazia: non ci sono appartamenti per noi mamme di nessuno”.

Raccontò alla commissione della sua passione innata per le attività da inquilina del piano di sopra.

“Quando le altre bambine giocavano nel cortile, io aiutavo la nonna ad infastidire l’inquilino del piano di sotto trascinando le sedie da un lato all’altro della stanza. Mentre le altre ragazze prosperose e disinibite della porta frequentavano giovani e aitanti militari, io invitavo in casa di mia nonna falsi addetti dell’Enel per farla derubare. Le altre donne si sposavano e diventavano madri. Io guardavo Retequattro ventiquattr’ore su ventiquattro”

“Mi pare che questa donna abbia tutte le carte in regola”, sussurrò Urbano al vicepresidente della commissione, l’inquilino del piano di sotto.

“La decisione è presa”, disse l’inquilino del piano di sotto e la donna si trasferì nell’appartamento al piano superiore quella stessa notte.

Nessuno poteva immaginare, però, che la nuova inquilina del piano di sopra sarebbe incorsa, di lì a breve, in una grave e palese violazione del regolamento condominiale.

Durante una prolungata assenza dell’inquilino del piano di sotto e della sua famiglia, l’inquilina del piano di sopra decise di prendersi qualche giorno di riposo.

Tutti sappiamo che se cade una sedia sul pavimento e al piano di sotto non c’è nessun inquilino ad ascoltare la sedia non fa rumore: tuttavia la nuova inquilina del piano di sopra non poteva sapere che l’inquilino del piano di sotto aveva prestato il proprio appartamento al vigile Urbano il quale, insospettito dall’improvvisa e protratta mancanza di rumori provenienti dal piano superiore, aveva provveduto ad informare le guardie municipali perché compissero un sopralluogo.

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