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Mio padre non era mai stato male

Starsky & Hutch stars David Soul and Paul Michael Glaser – with the show's customised red 1975 FordMio padre non era mai stato male, poi gli è scoppiata una vena in testa ed è morto.

Mi ha lasciato una busta di cocaina nel cruscotto della sua vecchia Golf: l’ho trovata mentre stavo raggiungendo la mia famiglia presso la camera mortuaria dell’ospedale, cercando il libretto di circolazione durante un posto di blocco sulla strada provinciale.

E’ andata così: il carabiniere biondo mi fa cenno di accostare, il carabiniere moro si avvicina al mio finestrino, “patente e libretto”, mi fa, “eccole la patente”, gli dico, attende, apro lo sportello del cruscotto, esclamo “cazzo è questa” e – cosa mai mi è venuto in mente – tiro fuori quella busta sotto i loro occhi.
Non so se fossi più spaventato io o loro: Starsky sguaina la pistola, Hutch gli dice “calmati”, domanda “cosa succede?”, si avvicina a noi e fa “non ho mai visto tanta roba tutta insieme”, il suo collega tiene la rivoltella mirata alla mia fronte con gli occhi iniettati di sangue, “chiama i rinforzi”, dice, proprio come nei film americani, mi tirano fuori dall’auto, mi ammanettano, non oppongo resistenza e poi me ne sto sotto il sole a farmi ammirare dai passanti.

Mio padre non era mai stato male, poi una sera è caduto in catalessi mentre guardava il telegiornale: mia madre ha chiamato l’ambulanza che era già in coma, arrivato all’ospedale, poi, era morto.
Era già stato una volta in un pronto soccorso, me lo raccontò in più occasioni quando, compiuti sessant’anni, sentì il bisogno di condividere con me il suo patrimonio di esperienze giovanili.

Te l’ho mai raccontata la storia dell’ambulanza?”, domandava.
Sì, la conosco, papà”, annuivo impotente.
Avevo diciannove anni, mi avevano spedito in un collegio a duecento-trecento metri dall’Umberto I, Collegio Maria Santissima Annunziata, hai presente?”
No”
Un palazzo grande e grigio con un portone grande e marrone, non puoi non notarlo”
No”
Non mi interessava molto studiare, la sera preferivo andare con Mario alla ricerca di ragazze tedesche in via Veneto, vai mai lì?”
No”
Dovresti anche divertirti, ogni tanto”
Non rispondo.

Una di quelle sere a via Veneto ho perso tutti i soldi dietro la scollatura di una ragazza di Stoccarda”
Attende un mio intervento.

Non ti interessa?”
Certo che mi interessa”, sorrido, vigliacco.
Non avevo più un soldo e non sapevo come tornare al collegio. Allora pensai di fingere un’appendicite davanti ad un albergo, – chiamate un’ambulanza -, mi avrebbe di certo trasportato fino all’Umberto I, poi di lì al collegio la strada sarebbe stata poca, – presto signore, chiami, la scongiuro -, l’ambulanza arrivò e partì a sirene spiegate verso il Forlanini!”
Papà rideva, “faticai per farmi dimettere dal pronto soccorso, mi tennero sotto osservazione tutta la notte poi tornai al collegio a piedi, quasi dieci chilometri, come una penitenza”

L’aneurisma cerebrale colpisce una persona ogni ventimila, dunque, in un certo senso, mio padre ha salvato diciannovemilanovecentonovantanove persone, pensavo mentre la volante mi trascinava in caserma.
Ma chi se ne frega”, pensai, “mio padre non era mai stato male, poi è morto cacciandomi nei guai”.
Cosa?”, mi fece Starsky mentre mi scortava in caserma.
Pensavo a voce alta”, gli dissi, “mi scusi”.
Il capitano mi fece visita nella camera di sicurezza e, dopo essersi presentato, mi domandò cosa volessi fare con tutta quella droga.

La cocaina era di mio padre, capitano”
Lui si portò il berretto al petto e alzò gli occhi al cielo “Pace all’anima sua”

Conosceva mio padre, capitano?”
Bravissima persona”, tirò su con il naso, “per sua fortuna è morto prima di vedere suo figlio in galera. Si vantava spesso di lei, sa? Era fiero di come lei stesse portando avanti l’azienda di famiglia”
Credo si riferisse a mio fratello, capitano, io sono un filologo”, lo interruppi.
Capisco”, disse lui, “ora mi dica chi le ha dato tutta quella droga”
Dovrebbe chiederlo a mio padre”
Pace all’anima sua”, ripeté alzando gli occhi al cielo.
Lei è un osso duro”, mi disse, proprio come nei film americani.
Proprio come nei film americani”, dissi ad alta voce.
Mi prese per il bavero della camicia, “mi dica chi le ha dato tutta quella droga”, urlò, “o passerà gli anni migliori della sua vita qui dentro!”.
Lo sfidai fissandolo negli occhi in silenzio, mi sbatté a terra.

Malmenatelo”, disse lui a Starsky e Hutch.
Non ci crederai ma, mentre mi menavano, ebbi una visione di mio padre, ripeteva “che strano, eppure non ero mai stato male”.

L’aveva comprata per te”, mi disse piangendo la mamma in visita, “voleva farti una sorpresa”, singhiozzava, “non era mai stato male ed ora non c’è più”, ebbe una crisi di nervi.
Al funerale di mio padre, mi raccontò mio fratello, c’erano proprio tutti.

Calogero era una persona perbene”, ha imitato padre Wiolswlac – per gli amici don Matteo -, il parroco polacco, “lui voleva bene a tutti e siamo tutti dispiaciuti che il suo figlio abbia fatto cose brutte per un uomo così bene, Dio lo perdoni con tutti i santi, aveva molta salute poi è finito in disgrazia, le strade del Signore sono così, strane”.
Abbiamo riso insieme del buffo modo di parlare del prete, poi mi ha detto di non preoccuparmi: “certo, farti beccare così, come un pollo!”

Raccontai per filo e per segno quanto accaduto ad un avvocato amico di famiglia: mi disse che non eravamo in un film americano e che, quindi, avrebbe immediatamente presentato istanza di scarcerazione al GIP portando prove inconfutabili del trattamento riservatomi da Starsky, Hutch e dal capitano.
Sono innocente, avvocato”, gli dissi, “la droga era di mio padre”
Bravissima persona suo padre”, mi rispose, tirando su col naso, “gli volevo bene, davvero”.

Starsky, quando uscirò di qui?”
Mai”

Una notte mio padre mi è venuto in visita.
Papà, come hai potuto?”
Non ero mai stato male, avessi saputo che poi sarei morto non avrei lasciato una busta piena di cocaina nel cruscotto della Golf. Tieni, prendi questa cinquina per il lotto: ruota di Firenze 17-28-53-64-85”.
Pregai Stursky ed Hutch di giocare quei numeri per me: lo fecero.

Mio padre non era mai stato male poi un giorno è morto rendendo ricchi Starsky e Hutch, i due carabinieri che mi picchiarono ed arrestarono per una busta di cocaina nascosta dal caro estinto nel cruscotto della sua vecchia Golf.

“Papà, sembra davvero un film americano”
“Pare incredibile ma è andata proprio così. Adesso dormi, è tardi”
“Buonanotte papà”
“Buonanotte figlio mio”

Dorme, finalmente. Sniff.

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