Mio zio amava le rane

La giraffa venuta da Marte

Vita e morte di Vincent Pranz
(Vivacchio nell’Emilia, 1929 — Los Angeles, 1972)

Il solo fratello di mia madre emigrò negli Stati Uniti poco prima dell’inizio degli anni cinquanta, trovò lavoro come caratterista ad Hollywood nel ruolo di quello-che-chiede-da-accendere e divenne talmente celebre tra gli addetti ai lavori che persino Ingmar Bergmann, in una delle sue ultime interviste a Le Cahiers du Cinema, affermò che il suo più grande rimpianto fu “non aver scritturato Vincent Pranz nel ruolo di quello-che-chiede-da-accendere prima del declino fisico e mentale del grande attore”.

Mia madre andò a trovarlo negli Stati Uniti un’unica volta, nel 1953, durante le riprese de Fronte del porto – “ero presente durante le riprese della scena in cui zio Vincenzo chiede da accendere a Marlon”, raccontava mamma, “fu sufficiente un solo ciak”.

Marlon, nei racconti di mia madre, era ovviamente Brando. L’attore “corteggiò senza tregua” mia madre nelle sue due settimane di permanenza in California. “Mi portò in moto su una collina a guardare il sole tramontare sul Pacifico. Ma non potevo. In Italia mi attendeva un uomo molto più affascinante di Marlon”, sottintendendo che quell’uomo molto più affascinante fosse mio padre, “che mi ha amato e rispettato ogni giorno della sua vita” [povera mamma, se avesse saputo che un giorno quell’uomo molto più affascinante di Marlon Brando avrebbe investito il premio dell’assicurazione sulla vita della moglie in un’operazione per diventare donna ed oggi vive ad Honolulu reclamando per sé e il suo compagno – un filippino di quarant’anni più giovane – la “libertà dalla castrazione cui lo avevano costretto sua moglie e suo figlio”].

Nel 1954, dopo aver ricevuto la nomination al premio Oscar come miglior attore non protagonista per l’interpretazione nel ruolo di quello-che-chiede-da-accendere a Montgomery Clift in “Da qui all’eternità”, mio zio Vincenzo fu costretto a testimoniare davanti alla Commissione per le Attività Antiamericane per aver accettato il Premio Nicola Lenin dalla sezione del Partito Comunista Italiano “Gelindo, Antenore, Aldo e Ferdinando Cervi” di Vivacchio nell’Emilia.

Il Premio Nicola Lenin veniva assegnato dalla sezione del Partito Comunista Italiano “Fratelli Cervi” ai compagni di Vivacchio nell’Emilia che più si erano distinti nelle arti e nella cultura.

L’assegnazione del Premio Nicola Lenin 1954 a Vincent Pranz – del quale non era nota alcuna adesione all’ideologia comunista – determinò un’insanabile spaccatura all’interno della sezione.

Nacquero di lì le due sezioni rivali del Partito Comunista Italiano di Vivacchio nell’Emilia, la sezione “Gelindo, Antenore, Aldo e Ferdinando Cervi” (favorevole all’assegnazione del Premio Nicola Lenin 1954 a Vincent Pranz) e la sezione “Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi” (che istituì un premio parallelo).

Il procedimento messo in piedi dal Senatore McCarthy ebbe come conseguenza l’esclusione di mio zio dalle produzioni più importanti di Hollywood, costringendolo a recitare in film come:

  • L’amore è un sole che sorge due volte (USA, 1956 – Regia di John D. Fire) – In un paese dell’Illinois vive un uomo che ama una donna che non lo ama, poi lo ama, poi non lo ama di nuovo, poi lo ama ma muore. In questo film Vincent Pranz chiede da accendere all’uomo che ama una donna che non lo ama, poi lo ama, poi non lo ama di nuovo, poi lo ama ma muore. L’uomo è dispiaciuto ma non fuma.
  • La giraffa venuta da Marte (USA, 1956 – Regia di Jack Fettes) – Nel 2000 gli uomini hanno trasformato Marte in un gigantesco zoo trasferendovi tutti gli animali della Terra. Gli uomini però non sanno che l’atmosfera di Marte rende gli animali intelligenti, tanto intelligenti che una giraffa costruisce una navicella spaziale, torna sulla Terra e in pochi anni diventa Presidente degli Stati Uniti d’America. In questo film Vincent Pranz chiede da accendere alla giraffa al termine di un comizio delle Primarie del Partito Repubblicano. La giraffa non fuma.
  • Dracula vive (USA/Canada, 1957 – Regia di Luca Belosi) – Dracula è tornato ed è assettato di sangue. In questo film Vincent Pranz chiede da accendere ad un passante. Il passante ha dei fiammiferi, Vincent Pranz fuma.
  • La giraffa tornata da Marte (USA, 1958 – Regia di Jack Fettes) – Terminato il mandato presidenziale la giraffa torna a vivere su Marte. La vita sul pianeta rosso procede noiosa finché non decide di tornare sulla Terra e, grazie alla sua prodigiosa intelligenza, diventare allenatore dei New York Yankees. In questo film Vincent Pranz chiede da accendere alla giraffa appena tornata sulla Terra. La giraffa non fuma.
  • Quel comunista di mio cugino (USA, 1960 – Regia di Franz O. Sin) – Un uomo denuncia suo cugino comunista per cospirazione contro gli Stati Uniti d’America, il cospiratore viene condannato ma poi nel secondo tempo si pente e decide di diventare un venditore d’auto. In questo film Vincent Pranz visita l’autosalone dove lavora l’ex cospiratore ed accende una sigaretta dall’accendisigari di una Ford Fairlane.
  • La giraffa lascia Marte per Saturno (USA, 1961 – Regia di Jack Fettes) – La giraffa è tornata a vivere su Marte ma si annoia, poi decide di fondare una colonia per giraffe su Saturno. In questo film Vincent Pranz interpreta il ruolo di un abitante di Saturno che chiede da accendere alla giraffa ma questa, come ormai tutti sanno, non fuma.
  • Il mio nome è John (USA/Francia/Canada, 1961 – Regia di Franz O. Sin) – Un uomo ha perso la memoria e nessuno sa come fargliela recuperare. Vincent Pranz chiede da accendere all’uomo che ha perso la memoria (ma lo spettatore ancora non lo sa), lo smemorato dice “non ricordo se fumo”, allora Vincent Pranz gli chiede “hai perso la memoria?”, titoli, il film ha inizio.
  • La giraffa venuta da Saturno (USA, 1965 – Regia di Jack Fettes) – La giraffa decide di lasciare la colonia per giraffe da lui fondata su Saturno per tornare sulla Terra con l’ambizione di diventare Presidente del Mondo. In questo film Vincent Pranz chiede per l’ultima volta da accendere alla giraffa appena tornata sulla Terra che, come è risaputo, non fuma.

“La giraffa venuta da Saturno” fu l’ultimo film della sua carriera. Considerato ormai troppo vecchio per il ruolo di quello-che-chiede-da-accendere, perse la ricchezza in pochi mesi e la fama in pochi anni.

Vincent Pranz morì nel 1972 penetrando una rana velenosa chiamata Faustina, acquistata per corrispondenza ed importata dalla Colombia.

Sebbene in molti ipotizzassero che la morte di mio zio Vincenzo avrebbe messo fine all’odio tra le due sezioni del Partito Comunista Italiano di Vivacchio nell’Emilia, la sezione “Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi” accusò pubblicamente i rivali di “aver messo in ridicolo il buon nome del PCI e di Vivacchio nell’Emilia assegnando lo storico premio Nicola Lenin ad un uomo che stuprava le rane”.

Alcune cronache, infatti, raccontarono che “in una confidenza ad un amico, Vincent Pranz aveva rivelato di ritenere lo stupro di una rana velenosa acquistata per corrispondenza un modo più che dignitoso – nonché godereccio – per togliersi la vita”.

In una conferenza stampa tenutasi pochi giorni dopo la morte, invece, il suo agente confermò le modalità della morte ma invitò i giornalisti a non parlare di suicidio né di stupro: “Vincent Pranz amava la vita e le rane velenose, la vita e le rane velenose amavano Vincent Pranz”.

Gli esami autoptici, tuttavia, rivelarono che non fu il veleno della rana amata ad uccidere mio zio, bensì un aneurisma cerebrale che lo colpì durante il coito.

“Giustizia è fatta”, commentò mia madre, “mio fratello non era un suicida né un pervertito”.

La scorsa primavera l’AIARV [Associazione Italiana Amici delle Rane Velenose] ha presentato un esposto contro gli eredi di Vincent Pranz [altrimenti noti come: io] al fine di ottenere un cospicuo risarcimento per le violenze psichiche e fisiche perpetrate da mio zio ai danni della rana velenosa colombiana acquistata per corrispondenza.

Secondo il memoriale dell’AIARV la rana velenosa colombiana, acquistata per corrispondenza da un uomo di nome Carlos e rispondente al nome di Faustina, cadde in uno stato catatonico in seguito alla [presunta] violenza subita.

“Gli eredi di Vincent Pranz avrebbero dovuto prendersi cura della buonanima rana Faustina, sostenendo le spese delle cure veterinarie specialistiche necessarie”, sostiene l’avvocato degli animalisti.

Già nel 2000 alcuni ecoterroristi avevano vendicato la rana penetrata da mio zio occupando il Cinema Politeama di Vivacchio nell’Emilia, dove avrebbe dovuto tenersi la retrospettiva dedicata al suo cittadino più illustre. Si arresero dopo tre giorni e tre notti.

A seguito della morte di Vincent Pranz gli Stati Uniti d’America vietarono l’importazione di rane velenose dalla Colombia. Dal 1972 ad oggi, tuttavia, ben quattordici cittadini americani hanno messo fine alla loro vita penetrando questa specie di anfibi.

“Mio zio amava le rane” è stato pubblicato precedentemente su Medium.
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