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La rapida e inaspettata radicalizzazione di mia madre

Nell’agosto del 2015, in una piazza deserta di Vicenza, un uomo tenne un discorso che parlava di pace e di amore come nessuno aveva mai fatto prima.

La notizia aveva fatto immediatamente il giro del mondo e persino il Papa — attraverso il suo account twitter — era intervenuto per commentare la vicenda: “Il discorso di quell’uomo avrebbe potuto cambiare per sempre le sorti dell’umanità: se solo ci fosse stato qualcuno ad ascoltarlo!”

Nelle settimane successive i servizi segreti dei più potenti Stati del mondo setacciarono palmo a palmo Vicenza, l’Italia, l’Europa e l’intero pianeta per scoprire dove si nascondesse quell’uomo-che-aveva-parlato-di-pace-e-di-amore-come-nessuno-aveva-mai-fatto-prima.

Poi mia madre fece saltare in aria la palazzina nella quale viveva e, in pochi minuti, dimenticai completamente quell’uomo senza identità e quel discorso che-parlava-di-pace-e-di-amore-come-nessuno-aveva-mai-fatto-prima.

Me ne stavo ad osservare inebetito i soccorsi e le macerie, le macerie e i soccorsi, inebetito di fronte alla dirimpettaia di mia madre che sosteneva di averla sentita gridare “Allah Akbar!” pochi secondi prima dell’esplosione, i carabinieri che mi portavano via, i parenti delle vittime che mi urlavano contro, le televisioni che mi sbraitavano addosso e la vita di mia madre che diventava un mistero forse più grande dell’identità dell’uomo che parlava di pace e di amore come nessuno aveva mai fatto prima.

Ed eccola in tutti i telegiornali, una foto dei miei nonni e di mia madre bambina – offerta da un lontano parente che vive a Brescia che ricorda bene quella ragazzina eccentrica e la sua infanzia difficile –, l’amore per un uomo molto più grande di lei – un attore del cinema americano che la lascerà gravida per amore di una rana velenosa importata dalla Colombia.

La passione per il nichilismo, la scuola da estetista e poi l’amore riscoperto, ormai anziana, per un giovane fruttivendolo egiziano di nome Karim Abdul che, pochi giorni dopo la tragedia, raccontò ad una rivista patinata di aver sposato mia madre con il rito musulmano e che questa aveva subito una rapida ed inaspettata radicalizzazione.

Le decine di interviste che seguirono regalarono al mio patrigno e coerede un futuro da beniamino delle casalinghe e a me un forte esaurimento nervoso.

Per mia madre non vi fu alcun funerale. A chi mi domanda di lei racconto che fu uccisa con altre otto persone da un tragico incidente con un vecchio cucinino a gas.

Il tempo passa rendendo i fatti di quei giorni sempre più lontani ed irreali, ma se è vero che – come hanno detto alla tivvù – un’infermiera ha riconosciuto quell’uomo-che-aveva-parlato-di-pace-e-di-amore-come-nessuno-aveva-mai-fatto-prima in un ragioniere recatosi presso l’Ospedale di Abbiategrasso per sottoporsi al vaccino per la meningite B e che quando la donna si è avvicinata a quell’uomo per chiedergli che gli parlasse di-pace-e-di-amore-come-nessuno-aveva-mai-fatto-prima l’uomo era già stato vaccinato ed era diventato autistico, viene voglia di ridere e piangere anche stasera perché no, non c’è speranza.

[Foto di copertina: Jürgen SchefflerPixabay | CC0 1.0 Universal]

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