Silvio

Incontro Silvio sull’autobus che porta da Fiuggi a Roma – “è libero?”, domando indicando il posto vuoto accanto a lui – “prego, si sieda”, mi dice lui – una donna si avvicina, “presidente, un selfie” – non si tira indietro, la donna gli passa una mano nella folta chioma, “che capelli, presidente, sembrano veri” – Silvio sorride, “sono veri”, ringrazia, torna a sedersi accanto a me, – “cosa legge?”, domanda – “Wittgenstein” – “sa, ho solo tre rimpianti. Non aver mai letto Wittgenstein, non aver mai sposato Milly Carlucci e non aver mai giocato in serie A. Sono stato sfortunato: ho il senso della posizione di Franco Baresi, la fantasia di Roberto Baggio, la grinta di Gattuso e, purtroppo, le caviglie di Marco Van Basten” – annuisco – “non vedo l’ora di essere a casa”, dice mentre partiamo, “alla mia età vorrei fare il nonno, ma devo occuparmi ancora dell’Italia” – annuisco ancora, mi immergo nel libro – “mi scuserà se dormo un po’”, chiude gli occhi – osservo Silvio che dorme, la bocca spalancata, magari sta sognando Gheddafi, o la Boccassini, o Craxi, o Milly Carlucci – quest’uomo seduto accanto a me ha segnato la storia di questo Paese – vorrei fargli tante domande – vorrei ucciderlo – vorrei infilargli un dito in quelle orecchie enormi – “sembrano vere” – Silvio sorride, “sono vere”.

[Foto di copertina: Silvio Berlusconi at EPP Malta Congress in 2017 | European People’s Party | CC BY 2.0]
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