“Portami via di qui”, implorò il rododendro

Vita segreta degli alberi

La più secolare tra loro arringò l’intero querceto, “Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza lotta, si potrà avere la libertà: abbiamo atteso migliaia di anni, adesso basta!”

Non mi meraviglia tanto il fatto che la vegetazione abbia deciso improvvisamente di uscire dal suo stato di minorità e dare il via ad uno sciopero – quello della fotosintesi clorofilliana – del quale pagheremo, presto o tardi, le conseguenze, quanto la circostanza che mia sorella abbia predetto e descritto tale vicenda con venti anni d’anticipo, in un libro pubblicato pochi giorni prima della sparizione.

“Possiamo davvero?” domandò un melo ad un altro, “possiamo essere liberi?”

Mia sorella andò a fare due passi in pineta e non tornò più a casa. Ipotizzarono che fosse fuggita con un amante, che suo marito ne avesse bruciato il cadavere, che la scomparsa fosse una trovata dell’editore perché si parlasse della “Vita segreta degli alberi”.

Poi arrivò il Natale ma gli abeti rifiutarono di parteciparvi.

Mia madre indicava i pini mantenendo sempre un fragile equilibrio tra la banalità e la follia, “sono stati loro, certe cose una mamma le sente dentro”. Per quattro anni raccolse firme perché fosse abbattuta la pineta, poi i sonniferi abbatterono lei. Aveva settantatré anni.

“Portami via di qui”, implorò il rododendro.

“Siamo di fronte ad una portentosa opera di fantasia o ad un’affascinante ammucchiata di nonsense?”, s’interrogava il critico letterario del Mucchio Selvaggio scrivendo della “Vita segreta degli alberi”. “A me pare ‘na fregnaccia”, rispondeva un altro sul Manifesto.

“Non produrremo più cellulosa: non avranno più carta, non avranno più libri!”, esclamò un eucalipto.

La “Vita segreta degli alberi” non fu un successo. Dopo la morte di mia madre nessuno cercò più mia sorella, né lei fece mai ritorno a Vivacchio nell’Emilia.

“E se non facessimo più la fotosintesi clorofilliana?”, domandò un faggio.

In soffitta ho duecentottantuno copie della “Vita segreta degli alberi”, acquistate dall’editore per evitare che finissero al macero. Siete curiosi di sapere come andrà a finire? Le vendo a mille euro l’una.

[Foto di copertina: Tuomo Mulari | Pixabay | CC0 1.0 Universal]

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Rispondi