Quelli che fanno i concorsi pubblici si conoscono tutti, si salutano dicendosi cose tipo: «Oh, non ti ho visto ieri alla preselettiva per 37 posti da assistente amministrativo alla Asl di Voghera», «No ero a fare gli scritti per il posto da istruttore alla Camera di Commercio di Crotone»; «Hai saputo di Marco? Ha vinto il concorso per il comune di Roccasecca», «Uh, quanto mi dispiace!»; «Noi ci siamo conosciuti durante il concorso per l’insegnamento dell’89!», «E lui chi è?», «Andrea, mio figlio!», «Uh, com’è diventato grande», «Eh già, è alla prima procedura di selezione per n. 1 posto da funzionario della provincia di Vercelli», «Chissà come sei emozionato», «Già», «Uh, scusate, devo andare, mi hanno chiamato per una supplenza di tre giorni a Montelupo Fiorentino», «Vai, vai», «In bocca al lupo», «Viva il Montelupo», «Ahah», «Ahah», «Ciao». Che degrado.