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Una zanzara tigre

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Sono uscito sul balcone a fumare una sigaretta. La strada era deserta. Ho sentito battere le mani e ho pensato che fosse tornato il lockdown. Pieno di adrenalina ho urlato «viva il personale sanitario», ma a battere le mani era un vicino, nel tentativo di uccidere una zanzara tigre. Un altro vicino, anche lui in cerca di frescura sul balcone, si è voltato verso di me. Ho sentito i suoi occhi...

Una cosa fresca

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Mi sono recentemente accorto, entrando in un locale per bere una cosa fresca, di aver raggiunto lʼetà di quelli che io a ventʼanni consideravo già dei “vecchi”. Lʼho visto negli sguardi dei ventenni tutto quel vecchiume che mi si è stagliato addosso: non credo sia una questione di aspetto fisico – che io alla loro età ero già semicalvo – quanto di movenze, espressioni, atteggiamenti. Anche odore...

Ricordo felice

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Un appunto mi permette di realizzare che il mio ricordo felice – quello che con un poʼ di polvere di fata permette di volare fino allʼIsola-che-non-cʼè – risale a due anni fa esatti, quando C. mise il naso fuori dal palazzo per la prima volta dopo cinquanta giorni di reclusione forzata, stringendomi la mano per paura che un covid potesse assalirla da un momento allʼaltro. Attraversammo la strada...

I figli degli altri

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Era la fine del lockdown del 2020: ricordo che erano giornate già abbastanza calde ed ero con mia figlia in bagno ad asciugarle i capelli quando Paolo mi mandò su whatsapp una canzone che aveva appena scritto, chiedendomi cosa ne pensassi. Il pezzo era «I figli degli altri», che ha dato il titolo al suo nuovo album, e forse io e la mia bambina siamo stati tra i primi ad ascoltarlo – è probabile...

È stata la mano di Dio

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Anche critico cinematografico: non ho amato «La grande bellezza», ho ignorato i film successivi di Sorrentino e mi sono avvicinato con diffidenza a «È stata la mano di Dio», che però mi ha emozionato molto, non tanto per la vicenda autobiografica del regista ma per il ritratto di quella grande famiglia rumorosa degli anni Ottanta, nella quale ho ritrovato molti tratti e ricordi della mia...

Mary Poppins, tata socialista

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Io che il capitalismo fosse una merda lʼho capito per la prima volta a tre anni, quando i miei genitori mi fecero vedere Mary Poppins, quel film dove a un certo punto un bambino di nome Michael Banks vorrebbe donare due penny a una tenera vecchietta indigente e invece il padre bancario glielo proibisce perché vorrebbe farglieli versare nella filiale dove lavora per iniziarlo allʼaccumulo di...

Natale al Quirinale

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Io su Berlusconi presidente della repubblica ci girerei un cinepanettone tipo «Natale al quirinale» perché ho già in mente una scena nella quale un corazziere entra di corsa nella stanza da letto presidenziale per avvisarlo dello scoppio della Terza guerra mondiale e trova sua moglie maggiorata discinta nel letto con Silvio. La donna urla «Oh cielo, mio marito!» portandosi le mani alla bocca...

Al supermercato

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Ero in fila alla cassa della Conad con un solo litro di latte in mano, davanti a me cʼera un uomo in tunica bianca con un carrello pieno di merci, si è voltato, mi ha guardato e ha detto: «Figliuolo, passi avanti». Io ho sorriso, «Grazie Santità». Papa Francesco ha benedetto il latte e mentre pagavo si è raccomandato: «Generale, vacciniamoli tutti». Stavo per segnalargli lʼequivoco, ma ero un...

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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