Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

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Il polpo Paul

I

Chissà che fine ha fatto il polpo Paul, quel mollusco che beccava tutti i risultati delle partite. A me piace immaginare che abbia fatto fortuna con le scommesse e che poi abbia accumulato debiti sperperando tutto il suo denaro in alcol, polpe e cocaina.Mi piace pensare che sia poi finito in un’insalata di mare servita in uno stabilimento di Terracina.Il calcio dà, il calcio toglie.

Tv

Tv

Su Netflix c’è una serie molto carina prodotta dagli stessi autori di Stranger Things, nella quale c’è un mostro che mangia i vecchi nel deserto del New Mexico. In Italia, invece, il pomeriggio su La7 c’è Augias, che conduce un programma televisivo a 91 anni.

Un venditore

U

Mi ha telefonato un tizio che voleva vendermi un climatizzatore, mi ha detto «sa Antonio, il cambiamento climatico, la desertificazione», non la finiva più, allora ho tagliato corto e gli ho detto «guardi, non mi interessa, sto bene così, mi lasci in brace», poi ho riagganciato.

Generazione su generazione

G

Sono il primo nella mia famiglia nato e cresciuto a Alatri (FR) e più ci penso e più mi pare incredibile che generazioni di esseri umani si siano messe in moto da diversi punti in Italia (e forse anche più in là) per farmi arrivare fin qui, in un paese perso tra gli appennini. «Emigriamo in America?», «non si sta male in Brasile», «la Cina è il futuro, trasferiamoci lì», «a Milano, lì c’è lavoro»...

Stanno morendo tutti

S

Ogni giorno apro il giornale e leggo che è morto questo, è morto quello, che diamine, piano piano stanno morendo tutti. Resterò l’unico umano vivo su questo pianeta. Chissà come sarà noioso Instagram.

Ambizioni

A

Mi piacerebbe un giorno scrivere una di quelle cose che nessuno le dimentica più, tipo una canzone che resta nella memoria e poi la cantano fino al duemilaecentocinquanta, o un romanzo che fa epoca, ché mi ci vedo pure di più e magari ne fanno anche un film, cosicché infine i miei nipoti possano campare dei diritti d’autore, crescere frivoli, limitare le proprie conversazioni a pochi suoni...

Mia nonna

M

Mia nonna sperava che io studiassi giurisprudenza, o, almeno, non scienze politiche, che poi «che te la fai, con una laurea del genere farai la fame». Vorrei che potesse vedermi adesso, dove sono arrivato a metà della mia vita lavorativa. Le direi: «oh, mi sa che avevi ragione».

Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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