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Dopo così tanto tempo, Marianne

D

Avvicinati, piccola miavorrei leggerti la mano:sai, mi sono sempre sentito uno zingarofinché non ho lasciato che mi prendessi con te. Beh, tu sai quanto ami vivere con te,ma tu mi fai dimenticare ogni cosa:ho dimenticato di pregare gli angeli,e così anche loro hanno dimenticato di pregare per noi. Quando ci incontrammo eravamo ancora abbastanza giovani,lì in quel parco verde di lillà:tu ti...

Una disordinata storia comune

U

Più leggo, ascolto e osservo, più vivo e più ho lʼimpressione che le nostre esperienze di uomini occidentali – dove non insistono povertà, malattia e degrado – siano tutte estremamente simili tra loro e che le poche immense differenze tra noi stiano nellʼempatia per il prossimo e nella formazione, nel pudore, nelle sfumature dei sentimenti che riusciamo a cogliere, nella capacità di mettere...

Guccini

G

Quando si avvicina il giorno del mio dannato compleanno e, da convenzione, mi tocca fare i conti col tempo andato, mi viene voglia di ascoltare Guccini, che da quando aveva ventʼanni canta quasi esclusivamente delle promesse mancate di un tempo che non tornerà. Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo. È un percorso intensivo che intraprendo solo una volta...

Sassoli

S

Non ho nulla da dire sulla prematura morte di David Sassoli tranne che quando un uomo muore dovremmo essere tutti dispiaciuti e che, almeno in pubblico, il presidente del parlamento europeo possedeva toni gentili che in Italia non sono per nulla comuni. Invece – al di fuori di chi ha davvero conosciuto Sassoli e di chi del racconto fa il proprio mestiere – su questi stramaledetti social media lo...

Vaccini e rubinetti

V

Ho prenotato per mia figlia il vaccino anticovid, non perché abbia paura per lei (ho letto che tra i minori positivi ne finisce intubato uno su seimila) né per la mia famiglia (tutti in triplice dose) ma per senso di comunità, per difesa dei più deboli (immunodepressi, malati, vecchi) e dei no-vax, categorie che statisticamente dovrebbero essere una minoranza nella nazione ma che, per quel che mi...

Chelsea Hotel #1

C

C’è questa famosa canzone del 1974 di Leonard Cohen che racconta la breve relazione del cantautore canadese con Janis Joplin nelle stanze del Chelsea Hotel, e la New York degli anni Sessanta nella quale “[they] were running for the money and the flesh”. S’intitola “Chelsea Hotel #2” ed è un pezzo crudo, così diretto che anni dopo Cohen si dichiarò dispiaciuto...

Pantani

P

Ho sentito parlare alla tivvù di un film-documentario dedicato a Marco Pantani intitolato «Il migliore», che viene proiettato in questi giorni nei cinema italiani. Non lo vedrò, non tanto perché andare al cinema in questa vita pare ormai un miraggio ma, soprattutto, perché dalla sua morte provo un certo fastidio per il ciclismo contemporaneo, per quella sua dimensione epica, a volte anche...

Io, in piazza con Salvini

I

Sabato scorso Matteo Salvini ha parlato a cento metri da casa mia, davanti a una piazza piena di gente che aveva atteso la rockstar cantando festante – nella folla tanti adolescenti, molti dei quali saranno probabilmente suoi prossimi elettori appena raggiunta la maggiore età, accorsi per fotografie e selfie. Ingolosito dallʼoccasione cʼero anchʼio, defilato. Talmente defilato e fuori dalla folla...

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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