Elvis altrove

E

“Suspicious minds” è, senza dubbio, una delle canzoni d’amore più celebri e, secondo me, uno dei più bei pezzi interpretati da Elvis Presley. A me piace soprattutto quella dissolvenza a un minuto dalla fine del brano, che pare stia chiudendo disperatamente la canzone – e invece no, quando proprio sembra destinata ad arrendersi la voce di Elvis rinasce potente nel suo appello alla donna amata.

Elvis la canta, ovviamente, anche durante il suo celebre concerto a Honolulu, quello trasmesso in diretta mondiale. Elvis la canta ma gli scappa spesso una risata e, proprio nel momento di quella dissolvenza che a me tanto piace, si lascia andare a ammiccamenti e baci con le fan in prima fila.

Sul palco a Honolulu Elvis sembra felice, un bambino in un parco giochi. Non importa cosa stia interpretando – o meglio, non interpretando –, e chi se ne frega del pathos: c’è una voce che se ne va per conto suo e Elvis altrove, invincibile.

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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