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Cordiali saluti, Beppe Viola

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[…] Ho quarant’anni, quattro figlie e la sensazione di essere preso per il culo. Pochi giorni fa il segretario di redazione mi ha detto che non ho diritto ai giornali. «L’ha detto Moratti» al quale non mi sono rivolto per non dargli la possibilità di ridere sotto i baffi (che non ha). Mi è venuta un’idea, questa. Prendo la metà delle ferie arretrate (circa 120 giorni) e vado a Londra per imparare...

La fuga di Tolstoj

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La notte del 27 ottobre del 1910, dopo oltre 48 anni di matrimonio e ben tredici figli, Lev Tolstoj mette in atto il meditato progetto di una fuga dalla sua tenuta di Jasnaja Polijana e, in particolare, da sua moglie. Sotto mentite spoglie, prende un treno diretto a Rostov sul Don in compagnia della sua complice e figlia prediletta Aleksandra e del dottor Makovickij. La determinazione...

I-ta-glia

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«Itaglia», con la “g”, non è solo una licenza scolastica. Cʼè davvero gente che grida, anzi, scandisce: «I-ta-glia», «I-ta-glia», con una brutta “g” in più, cioè con un eccesso nazionalistico e un tantino fascistico dentro. LʼItalia non ha bisogno di una “g” in più, ma di gente onesta e pulita. E semmai di intelligenti rivoluzionari.Gianni Rodari, «Grammatica della fantasia»

Una miniera

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La mattina del giorno dopo, alle sette, la miniera esplose. Rimasi quattro giorni nella piana sotto Montemassi, dallo scoppio fino ai funerali, e li vidi tirare su quarantatré morti, tanti fagotti dentro una coperta militare. Li portavano all’autorimessa per ricomporli e incassarli, mentre il procuratore della repubblica accertava che fossero morti davvero, in caso di contestazione, poi, da...

La Scena

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La spigola dev’essere scomparsa in qualche angolo buio, dietro quel cassettone o nella stanza di là, sotto il letto dove lui ora sta dormendo. Ma non importa più, ormai ci siamo, eccola La Scena. Si ripresenta sempre identica: lo sguardo di Carla che splende come un mattino tutto luce in fondo al mare, e lei così vicina — anche il battito del cuore, è pazzesco! — vicina, con l’occhio...

Alla lunga ogni fucile è nero

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«Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che...

Un uomo pieno di gioia

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Amava la compagnia dei «carnali», perdirla in termini gnostici (probabilmente scambiandoli per «perduti») e compativa o trattava con indifferenza gli «pneumatici», col risultato che i carnali e i grossolani, per malizia o per dileggio, lestofanti veri o gaie canaglie, finivano prima o poi col raggirarlo. Ma dalle persone che non lo raggiravano, Delfini temeva qualcosa di più terribile. Non...

Un pelo dei baffi di Lenin

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Mi sono ricordato di una mia zia che era solita raccontare con orgoglio a tavola, davanti agli ospiti, come nel 1968, da studentessa, avesse fatto parte dei baffi di Lenin, allo Stadio nazionale per l’inaugurazione del Festival della gioventù, davanti a 40.000 spettatori, non potete immaginare l’emozione. Ricordo pure che ogni volta, a sentir raccontare questa storia, mi veniva...

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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