Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

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Una miniera

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La mattina del giorno dopo, alle sette, la miniera esplose. Rimasi quattro giorni nella piana sotto Montemassi, dallo scoppio fino ai funerali, e li vidi tirare su quarantatré morti, tanti fagotti dentro una coperta militare. Li portavano all’autorimessa per ricomporli e incassarli, mentre il procuratore della repubblica accertava che fossero morti davvero, in caso di contestazione, poi, da...

La Scena

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La spigola dev’essere scomparsa in qualche angolo buio, dietro quel cassettone o nella stanza di là, sotto il letto dove lui ora sta dormendo. Ma non importa più, ormai ci siamo, eccola La Scena. Si ripresenta sempre identica: lo sguardo di Carla che splende come un mattino tutto luce in fondo al mare, e lei così vicina — anche il battito del cuore, è pazzesco! — vicina, con l’occhio...

Alla lunga ogni fucile è nero

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«Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che...

Un uomo pieno di gioia

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Amava la compagnia dei «carnali», perdirla in termini gnostici (probabilmente scambiandoli per «perduti») e compativa o trattava con indifferenza gli «pneumatici», col risultato che i carnali e i grossolani, per malizia o per dileggio, lestofanti veri o gaie canaglie, finivano prima o poi col raggirarlo. Ma dalle persone che non lo raggiravano, Delfini temeva qualcosa di più terribile. Non...

Un pelo dei baffi di Lenin

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Mi sono ricordato di una mia zia che era solita raccontare con orgoglio a tavola, davanti agli ospiti, come nel 1968, da studentessa, avesse fatto parte dei baffi di Lenin, allo Stadio nazionale per l’inaugurazione del Festival della gioventù, davanti a 40.000 spettatori, non potete immaginare l’emozione. Ricordo pure che ogni volta, a sentir raccontare questa storia, mi veniva...

Bomboniere

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Se qualcuno volesse sapere che fine fanno, poi, le bomboniere che in gran numero vengono distribuite ad ogni occasione di nozze, sì da costituire un vero flagello per tutti, meno che per i venditori e fabbricanti di esse e per gli sposi, si guardi attorno nei salotti: ognuno di quei minuscoli portacenere dove finiscono i mozziconi delle sigarette parla con astio e con rancore d’una coppia...

Anguille

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Le anguille saranno quindi come una poesia dei migliori poeti cechi. Dentro ci saranno il mare, la luna, il fiume, la morte. E il sole, che loro odiano. Ci sarà il grasso del lusso di quando banchettavano nelle notti torbide e ci sarà la fame del digiuno e del vagare senza fine.Ota Pavel – Come ho incontrato i pesci (Keller)

Lettera a Delio, 20 maggio 1929

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Caro Delio,ho saputo che vai a scuola, che sei alto ben 1 metro e 8 centimetri e che pesi 18 chili. Cosí penso che tu sei già molto grande e che tra poco tempo mi scriverai delle lettere. In attesa di ciò, puoi già oggi fare scrivere alla mamma, sotto la tua dettatura, delle lettere, come facevi scrivere a me, a Roma, i pimpò per la nonna. Cosí mi dirai se a scuola ti piacciono gli altri bambini...

Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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