Mascherine e comunità

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Se cʼè una cosa che ho imparato durante la pandemia è che, applicata una mascherina sul viso, uomini e donne appaiono indescrivibilmente più belli, e che sono quindi i menti, le bocche e i nasi a deturpare – spesso – i nostri volti.

È una regola che si applica più o meno a tutti, fuorché agli uomini con la scatola cranica rettangolare e spigolosa e a chi indossa mascherine serigrafate con lo stemma della Juventus.

Una regola che, perseverando nellʼuso delle mascherine, potrebbe in qualche modo creare un nuovo senso di comunità, per lo meno dal punto di vista estetico.

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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