Roberti Baggi

C’era una volta, in un regno molto lontano, un goal impossibile da mettere a segno.

L’occasione era nata durante lo scontro tra la terza e la settima classificata del campionato, quando l’attaccante della squadra settima classificata si trovò a poter tirare in porta da una posizione talmente improbabile che persino i cronisti non trovarono le parole per raccontarla.

Il re, tifoso della squadra settima classificata, convinto che il centravanti della sua squadra avrebbe ciccato il tiro, diede immediato ordine di fermare la partita così che subito il pallone si arrestasse a mezz’aria e i giocatori rimanessero immobili nelle loro posizioni.

“C’è qualcuno in questo stadio capace di segnare questa rete impossibile?” domandò il re, senza ottenere risposta.

Passarono molte ore e il gioco non riprese, infine si fece notte e tutti andarono a casa. Il giorno seguente scoppiò la guerra, il campionato di calcio fu sospeso e il goal impossibile da mettere a segno fu dimenticato.

Poi tornarono la pace e il campionato di calcio, e il gran ciambellano ricordò al re che in uno stadio del Paese c’erano un pallone arrestato a mezz’aria, ventidue calciatori fermi nelle loro posizioni e un goal impossibile da mettere a segno.

Il re pensò che la realizzazione di quella rete impossibile da mettere a segno sarebbe stata di buon auspicio per la ripresa del Paese.

“E tuttavia nessuno sarebbe in grado di realizzare quella marcatura”, disse il gran ciambellano.

“Tranne Roberto Baggio”, disse il re ammiccando al suo braccio destro.

Il gran ciambellano sguinzagliò allora gli agenti segreti del regno a caccia di Roberto Baggio e gliene portarono sette: il più giovane aveva nove anni e il più vecchio ottantacinque.

Quello giusto ne aveva invece cinquantatré, ma il re osservandolo lo ritenne troppo vecchio per giocare al calcio.

Il sovrano decise di affidare le sorti della sua squadra al Roberto Baggio trentaduenne, un elettricista di Montecompatri che non aveva mai giocato al calcio da professionista.

“Prenditi tutto il tempo che vuoi” disse al suo beniamino “quando sarai pronto per tirare farò riprendere il gioco”.

Roberto Baggio di Montecompatri fissò la palla per trenta minuti, poi guardò il re e gli diede l’ok.

Il sovrano diede l’ordine e il pallone cominciò a scendere da mezz’aria, il nuovo centravanti della squadra settima classificata lo mancò, tentò uno stop a seguire ma fallì anche quello, la squadra terza classificata (che nel frattempo aveva approfittato del fermo del gioco per ingaggiare il Roberto Baggio cinquantatreenne) recuperò il pallone e lanciò in contropiede proprio l’ex pallone d’oro, il quale segnò un goal che a chiunque era sembrato impossibile da mettere a segno.

“Peccato”, sbottò il re mentre la squadra per la quale faceva il tifo sprofondava verso la zona retrocessione.

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Antonio Coletta
Antonio Coletta ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in “Calcutta. Amatevi in disparte” (Arcana, 2018) e pubblicato la raccolta di racconti "Mia madre astronauta" (Ultra, 2019).

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