Io non ho mai ricevuto complimenti, nemmeno quando li meritavo. Era il 1995 ed ero stato oggettivamente bravo. Era giunto il mio momento. Una signora si avvicinò a me, mi tese la mano, compì un refuso. Ricevetti due complementi: uno di modo e uno di moto a luogo. «I miei preferiti», dissi imbarazzato. Ora hanno più di trent’anni e una volta al mese li porto all’Accademia della Crusca, perché non perdano smalto.