Videoconferenze, il male del secolo

V

Da mesi utilizzo vari strumenti per le videoconferenze, per affetto, studio e lavoro, e tuttavia ancora non ho superato l’imbarazzo per questo stupefacente progresso tecnologico e così, ogni volta, appena connesso mi specchio in un piccolo riquadro per controllare l’ordine della zazzera e mi chiedo chi sia quel pelato con la barba brizzolata che ha preso il mio posto, perdo l’attenzione, osservo – con approccio lombrosiano – che una simile faccia da imbecille difficilmente avrà qualcosa di interessante da dire, mi distraggo e smetto di ascoltarmi, perdo in un buffer linearità del ragionamento, pezzi di discorso, decine di punti QI, “fa schifo la conness-, il microf-, il maltem-, telec-, coronav-, -bip-“, stacco, spengo, mi fingo caduto.

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in “Calcutta. Amatevi in disparte” (Arcana, 2018) e pubblicato la raccolta di racconti "Mia madre astronauta" (Ultra, 2019). Lavora da freelance come autore, ufficio stampa e social media manager e offre servizi di ghostwriting, correzione di bozze, valutazione e revisione manoscritti.

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Antonio Coletta

Antonio Coletta ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in “Calcutta. Amatevi in disparte” (Arcana, 2018) e pubblicato la raccolta di racconti "Mia madre astronauta" (Ultra, 2019). Lavora da freelance come autore, ufficio stampa e social media manager e offre servizi di ghostwriting, correzione di bozze, valutazione e revisione manoscritti.

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