Storie dal blog

Alla lunga ogni fucile è nero

A

«Sono contro ogni bomba, ogni esercito, ogni fucile, ogni ragione di rafforzamento, anche solo contingente, dello Stato di qualsiasi tipo, contro ogni sacrificio, morte o assassinio, soprattutto se “rivoluzionario”. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed essere davvero capiti, più che...

M.

M.

Forse potrebbe andar via, come dicono che prima o poi capiti a tutti.Ho un ricordo di me, tornato da poco a vivere in provincia, che spingo mia figlia sul passeggino, e di lui, incontrato per caso, così ipocondriaco, che mi racconta dei suoi primi veri problemi di salute. Mi dice che un giorno andrà a morire in una clinica, in Olanda – se non sbaglio –, io gli dico che non lo farebbe mai perché...

Un uomo pieno di gioia

U

Amava la compagnia dei «carnali», perdirla in termini gnostici (probabilmente scambiandoli per «perduti») e compativa o trattava con indifferenza gli «pneumatici», col risultato che i carnali e i grossolani, per malizia o per dileggio, lestofanti veri o gaie canaglie, finivano prima o poi col raggirarlo. Ma dalle persone che non lo raggiravano, Delfini temeva qualcosa di più terribile. Non...

Ricordo felice

R

Un appunto mi permette di realizzare che il mio ricordo felice – quello che con un poʼ di polvere di fata permette di volare fino allʼIsola-che-non-cʼè – risale a due anni fa esatti, quando C. mise il naso fuori dal palazzo per la prima volta dopo cinquanta giorni di reclusione forzata, stringendomi la mano per paura che un covid potesse assalirla da un momento allʼaltro. Attraversammo la strada...

I figli degli altri

I

Era la fine del lockdown del 2020: ricordo che erano giornate già abbastanza calde ed ero con mia figlia in bagno ad asciugarle i capelli quando Paolo mi mandò su whatsapp una canzone che aveva appena scritto, chiedendomi cosa ne pensassi. Il pezzo era «I figli degli altri», che ha dato il titolo al suo nuovo album, e forse io e la mia bambina siamo stati tra i primi ad ascoltarlo – è probabile...

Un buco nero in fondo al tram

U

Ellittico, da buon telegrafista, passò notizia anniversario morte Jannacci. Scrisse canzoni meravigliose – e altre meno, come tutti i musicisti di questo mondo. Usavo questa canzone come ninna nanna per mia figlia quando era piccolissima e non riusciva a prender sonno, funzionava sempre. È una canzone dʼamore e molto altro, e poi – per quel che conta il mio metro di giudizio – «lʼavvenire è un...

Mascherine e comunità

M

Se cʼè una cosa che ho imparato durante la pandemia è che, applicata una mascherina sul viso, uomini e donne appaiono indescrivibilmente più belli, e che sono quindi i menti, le bocche e i nasi a deturpare – spesso – i nostri volti.È una regola che si applica più o meno a tutti, fuorché agli uomini con la scatola cranica rettangolare e spigolosa e a chi indossa mascherine serigrafate con lo...

È stata la mano di Dio

È

Anche critico cinematografico: non ho amato «La grande bellezza», ho ignorato i film successivi di Sorrentino e mi sono avvicinato con diffidenza a «È stata la mano di Dio», che però mi ha emozionato molto, non tanto per la vicenda autobiografica del regista ma per il ritratto di quella grande famiglia rumorosa degli anni Ottanta, nella quale ho ritrovato molti tratti e ricordi della mia...

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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