Storie dal blog

Questioni di specie

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Una quindicina di anni fa, davanti a un bicchiere di vino, un amico ci illustrò una sua teoria bislacca di derivazione darwiniana secondo la quale nel corso dellʼultima parte del Novecento lʼevoluzione aveva dato luogo a due distinti generi di esseri umani. Stando alla sua teoria bislacca questi avevano sviluppato, per sopravvivenza e conservazione della specie, parti anatomiche decisamente...

Eutanasia e fede

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Ho molta ammirazione e gratitudine per quel che Marco Cappato e lʼassociazione Coscioni fanno perché sia riconosciuto il diritto allʼeutanasia, a una morte serena, alla libertà di scelta del momento della fine delle proprie sofferenze. Sono tragedie private sulle quali credo che nessuno dovrebbe permettersi di proferire parola, vicende dolorosissime che – come singoli individui e come...

I-ta-glia

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«Itaglia», con la “g”, non è solo una licenza scolastica. Cʼè davvero gente che grida, anzi, scandisce: «I-ta-glia», «I-ta-glia», con una brutta “g” in più, cioè con un eccesso nazionalistico e un tantino fascistico dentro. LʼItalia non ha bisogno di una “g” in più, ma di gente onesta e pulita. E semmai di intelligenti rivoluzionari.Gianni Rodari, «Grammatica della fantasia»

Una miniera

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La mattina del giorno dopo, alle sette, la miniera esplose. Rimasi quattro giorni nella piana sotto Montemassi, dallo scoppio fino ai funerali, e li vidi tirare su quarantatré morti, tanti fagotti dentro una coperta militare. Li portavano all’autorimessa per ricomporli e incassarli, mentre il procuratore della repubblica accertava che fossero morti davvero, in caso di contestazione, poi, da...

Una zanzara tigre

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Sono uscito sul balcone a fumare una sigaretta. La strada era deserta. Ho sentito battere le mani e ho pensato che fosse tornato il lockdown. Pieno di adrenalina ho urlato «viva il personale sanitario», ma a battere le mani era un vicino, nel tentativo di uccidere una zanzara tigre. Un altro vicino, anche lui in cerca di frescura sul balcone, si è voltato verso di me. Ho sentito i suoi occhi...

Una cosa fresca

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Mi sono recentemente accorto, entrando in un locale per bere una cosa fresca, di aver raggiunto lʼetà di quelli che io a ventʼanni consideravo già dei “vecchi”. Lʼho visto negli sguardi dei ventenni tutto quel vecchiume che mi si è stagliato addosso: non credo sia una questione di aspetto fisico – che io alla loro età ero già semicalvo – quanto di movenze, espressioni, atteggiamenti. Anche odore...

Winona Ryder e mia zia

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Il fatto che Winona Ryder sia nata a Winona (Minnesota) mi rammenta le vicende terrene di mia zia Sessa Aurunca, nata a Sessa Aurunca (CE), che patì la sua scarsa avvenenza e, nonostante uno spiccato talento nella recitazione, non riuscì mai a essere scritturata per alcun film. Messe da parte le ambizioni artistiche, rimasta zitella, emigrò al nord e trovò un impiego da casalinga a Voghera...

La Scena

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La spigola dev’essere scomparsa in qualche angolo buio, dietro quel cassettone o nella stanza di là, sotto il letto dove lui ora sta dormendo. Ma non importa più, ormai ci siamo, eccola La Scena. Si ripresenta sempre identica: lo sguardo di Carla che splende come un mattino tutto luce in fondo al mare, e lei così vicina — anche il battito del cuore, è pazzesco! — vicina, con l’occhio...

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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