I dispersi

I

Sono oggi quattro anni che mio padre è mancato. Di mestiere faceva il supereroe silenzioso. È morto sul lavoro. Prendeva talmente sul serio il suo ruolo di supereroe silenzioso che non parlò mai con nessuno delle sue imprese. Una sera, quando io già ero a letto, mio padre sentì con il suo superudito che alcuni bambini erano in pericolo, aprì in fretta la finestra e spiccò il volo – ma cadde per venti metri e si sfracellò sul marciapiede. «Aveva dimenticato il mantello da supereroe silenzioso», mi disse la mamma. «Sai comʼera distratto tuo padre». Piansi per mezza giornata pensando al mio papà e a quei bambini che non era riuscito a salvare. «Non ti preoccupare per loro, è corso Superman a sostituirlo» mi disse la nonna. Lei – la mamma del mio papà – lo sentiva che suo figlio non avrebbe dovuto intraprendere quella carriera: «Aveva un gran cuore ma pochi poteri». Lei avrebbe voluto che suo figlio – il mio papà – diventasse un disperso in guerra, come suo marito – mio nonno – e suo suocero – il mio bisnonno. Il mio bisnonno lavorò talmente bene come disperso che non tornò mai dalla Grande guerra; mio nonno, invece, non fu altrettanto bravo: lo trovarono nelle campagne russe trentʼanni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ancora vivo. Mia nonna si arrabbiò parecchio quando – tornando dalla seduta di toelettatura del barboncino Milo – lo trovò in casa. Gli disse: «Disgraziato! La nostra era una vita da signori, ora che non hai più un lavoro cosa faremo?». E aveva ragione la nonna, perché i soldi finirono in fretta. Cucinato anche il barboncino, mia nonna invitò il marito ad andarsene: «Il nonno aprì in fretta la finestra e spiccò il volo per tornarsene in Russia, ma cadde per sedici metri e si sfracellò sul marciapiede». «Nonna, penso proprio che quando sarò grande comprerò una casa al piano terra».

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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