«Ogni lavoro contribuisce in egual misura alla gloria della nazione» mormora Doo-ik mentre abla il tartaro di una signora di mezza età. «Come dice, compagno Pak?» chiede l’assistente di poltrona. «Avevo l’Inghilterra ai miei piedi, compagna», poi glissa, «non era previsto: il mio destino era l’odontoiatria». Abla ancora un po’ di tartaro, si distrae, colpisce la gengiva della signora di mezza età. Lei sanguina un pochino, lui la rassicura: «Non si preoccupi, compagna, rimedio subito». Tampona la gengiva, pensa a Mazzola, fa: «dissero che quella disattenzione gliel’avessero pagata i bowibu, ma non era vero. Mi ritrovai la palla a un passo, tirai una pedata e feci gol». Porta le braccia in alto. «Nello stadio saltarono tutti in piedi. Fu una gioia immensa. Mentre esultavo, però, pensavo solo a una cosa, avevo un solo desiderio: correggere il morso inverso di Burgnich».