Storie dal blog

Una disordinata storia comune

U

Più leggo, ascolto e osservo, più vivo e più ho lʼimpressione che le nostre esperienze di uomini occidentali – dove non insistono povertà, malattia e degrado – siano tutte estremamente simili tra loro e che le poche immense differenze tra noi stiano nellʼempatia per il prossimo e nella formazione, nel pudore, nelle sfumature dei sentimenti che riusciamo a cogliere, nella capacità di mettere...

Guccini

G

Quando si avvicina il giorno del mio dannato compleanno e, da convenzione, mi tocca fare i conti col tempo andato, mi viene voglia di ascoltare Guccini, che da quando aveva ventʼanni canta quasi esclusivamente delle promesse mancate di un tempo che non tornerà. Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo. È un percorso intensivo che intraprendo solo una volta...

Mary Poppins, tata socialista

M

Io che il capitalismo fosse una merda lʼho capito per la prima volta a tre anni, quando i miei genitori mi fecero vedere Mary Poppins, quel film dove a un certo punto un bambino di nome Michael Banks vorrebbe donare due penny a una tenera vecchietta indigente e invece il padre bancario glielo proibisce perché vorrebbe farglieli versare nella filiale dove lavora per iniziarlo allʼaccumulo di...

Natale al Quirinale

N

Io su Berlusconi presidente della repubblica ci girerei un cinepanettone tipo «Natale al quirinale» perché ho già in mente una scena nella quale un corazziere entra di corsa nella stanza da letto presidenziale per avvisarlo dello scoppio della Terza guerra mondiale e trova sua moglie maggiorata discinta nel letto con Silvio. La donna urla «Oh cielo, mio marito!» portandosi le mani alla bocca...

Al supermercato

A

Ero in fila alla cassa della Conad con un solo litro di latte in mano, davanti a me cʼera un uomo in tunica bianca con un carrello pieno di merci, si è voltato, mi ha guardato e ha detto: «Figliuolo, passi avanti». Io ho sorriso, «Grazie Santità». Papa Francesco ha benedetto il latte e mentre pagavo si è raccomandato: «Generale, vacciniamoli tutti». Stavo per segnalargli lʼequivoco, ma ero un...

Sassoli

S

Non ho nulla da dire sulla prematura morte di David Sassoli tranne che quando un uomo muore dovremmo essere tutti dispiaciuti e che, almeno in pubblico, il presidente del parlamento europeo possedeva toni gentili che in Italia non sono per nulla comuni. Invece – al di fuori di chi ha davvero conosciuto Sassoli e di chi del racconto fa il proprio mestiere – su questi stramaledetti social media lo...

Vaccini e rubinetti

V

Ho prenotato per mia figlia il vaccino anticovid, non perché abbia paura per lei (ho letto che tra i minori positivi ne finisce intubato uno su seimila) né per la mia famiglia (tutti in triplice dose) ma per senso di comunità, per difesa dei più deboli (immunodepressi, malati, vecchi) e dei no-vax, categorie che statisticamente dovrebbero essere una minoranza nella nazione ma che, per quel che mi...

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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