Disposizioni per un imprecisato giorno del XXII secolo

D

Forse un giorno morirò anchʼio, e se quel dì prima o poi arrivasse mi piacerebbe essere salutato senza applausi, memorial, rievocazioni dei conoscenti o intitolazioni, come meritiamo tutti noi uomini comuni. Non aspiro al paradiso né allʼeternità dell’anima: nessuna messa, solo un poʼ di musica, qualche battuta di spirito, il racconto di due o tre aneddoti divertenti e poi via, tumulatemi tutto intero, nel cimitero di un bel paese nel quale non sono mai stato. Non so se morirò soffrendo o nel sonno, di freddo o di fame, allʼimprovviso o dopo lunga agonia, per mano mia o per colpa di altri: ma in fondo chi se ne frega, e che umiliazione sarebbe ridurre tutta unʼesistenza – per quanto banale – al solo atto finale. Vorrei che non fosse pronunciata nemmeno una parola cattiva a proposito del mio passaggio sulla Terra, neanche un pettegolezzo – almeno nelle prime ore successive alla dipartita: è difficilissimo, lo dico per esperienza personale. Nessuna commiserazione o frase patetica per chi resterà, nessuna imbarazzante e silenziosa visita di circostanza, solo abbracci, telegrammi, messaggi sinceri a chi (forse) ne sarà addolorato. Se un giorno morissi anch’io, tra cento o centocinquantʼanni, come già accaduto a troppi prima di me, mi piacerebbe essere raccontato ai miei pronipoti per quel poco di buono che ho avuto lʼonore e il privilegio di dare e ricevere. Vorrei essere ricordato a braccia conserte, mi piacerebbe andare via raccontando una storia bislacca a un bambino che ride.

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

Commenta questo post

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

Contattami