Ieri sera ho visto al Farnese «Dom», un documentario che segue il primo ritorno a Sarajevo di Mirela, un’orfana bosniaca ormai quarantenne, accolta in Romagna durante il conflitto nei balcani.
Nel suo viaggio la protagonista ritrova, grazie ai social, l’amica del cuore perduta a dieci anni. Le due si rivelano a vicenda che ognuna avrebbe voluto vivere i panni dell’altra e ricordano quando i grandi dicevano che la guerra sarebbe durata 15 giorni. «Erano favole per bambine», chiosano, e mentre lo dicono penso a Trump che ha promesso una guerra di un paio di settimane.
Poi, stamattina, leggo una dichiarazione del segretario della Difesa Hegseth sugli attacchi in Iran, «abbiamo appena cominciato», che non lascia presagire nulla di buono e che ci ricorda come una guerra sia una scelta deliberata di pochi uomini violenti sulla pelle di tanti e non un fatto naturale, una casualità della vita.