Ieri sera ho visto al cinema «No other choice», un pulp sudcoreano che racconta di un uomo che, dopo aver perso il lavoro, è disposto a qualsiasi cosa pur di mantenere il suo status sociale e di garantirlo alla sua famiglia.
A un certo punto la moglie del goffo protagonista, dopo aver capito che il marito le sta tentando davvero tutte per salvare la casa, le sue lezioni di tennis e quelle di violoncello della figlia, lo abbraccia e gli dice «avresti meritato una vita più facile», e io avrei voluto dirle «signora mia, l’avremmo meritata davvero tutti», però non l’ho detto.