Mio figlio Luigino era bravissimo al gioco dei pacchi che fanno in tivvù, ogni volta che i concorrenti aprivano un pacco da cinquanta euro diceva «lo sapevo che c’erano cinquanta euro» e ogni volta che aprivano un pacco da centomila euro diceva «lo sapevo che c’erano centomila euro» e così via, tutte le sere. E allora mia moglie gli disse «Luigino, ma sei bravissimo, sai sempre cosa contiene il pacco. Ti iscriverò al gioco: grazie a questa tua dote diventeremo ricchi». Quindi Luigino andò al gioco dei pacchi in tivvù, aprì un pacco da cinquanta euro e disse «lo sapevo che c’erano cinquanta euro», poi aprì un pacco da centomila euro e disse «lo sapevo che c’erano centomila euro» e così via finché non rimasero solo due pacchi, quello da un euro e quello da cinquecentomila euro. Quando il presentatore gli disse di puntare su uno dei due pacchi io già mi sognavo in un bell’attico a Morena. Luigino però puntò sul pacco da un euro. Il presentatore lo abbracciò dispiaciuto, lui fece spallucce e disse: «lo sapevo che c’era un euro».