Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

Carlo Funebre

C

Ultimo discendente di una schiatta di uomini tristi, il signor Carlo pareva destinato fin dalla nascita a seguire le orme di suo padre, di suo nonno e dei suoi avi. «Che bella espressione contrita!» esclamò la madre Addolorata stringendolo per la prima volta tra le sue braccia e sorridendo al marito Affranto, col volto appeso che non tradiva la soddisfazione e la gioia per quel trionfo dei suoi cromosomi.

La storia della tristezza della famiglia del signor Carlo si perdeva nella notte dei tempi del Cro-Magnon. Lo sconforto passò di padre in figlio rafforzandosi di generazione in generazione, e nessuno seppe che farsene fino ai tempi dell’occupazione francese, quando il trisavolo Afflitto trasformò quel singolare enorme talento in una professione.

Afflitto, infatti, accompagnava i cortei funebri mesti e spogli degli uomini ricchi, quelli un po’ stronzi e morti pressoché soli, offrendo loro, dietro lauto compenso, un funerale pieno di inconsolabile dolore.

Il mestiere si tramandò di padre in figlio, e tuttavia il signor Carlo non ne voleva proprio sapere di seguire le orme di suo padre, di suo nonno e dei suoi avi: lui voleva fare del cinema e non accompagnare defunti già ricchi e un po’ stronzi a Santa Maria del Pianto!

Arrivò alla stazione Termini e già si sognava distratto a Cinecittà e poi a Hollywood, si vedeva accanto a Montgomery Clift in scene di un’amarezza immortale, un golden globe e un oscar alla carriera per un talento naturale e sconfinato, dentro di sé gioiva e rideva, poi un vecchio tram lo prese in pieno. Sopravvissuto, i connotati virarono verso la gioia; il suo animo, però, non fu più lo stesso.

Sua madre Addolorata vaticinò «darà i numeri!» e il signor Carlo, in effetti, trovò lavoro come eliminacode al banco salumi di un supermercato. «Prenda il suo numeretto» diceva accogliente alle massaie anziane, col sorriso stampato sul viso e la morte nel cuore.

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

Commenta questo post

Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

Contattami