Antonio Coletta Autore, ufficio stampa, redattore editoriale

La messa è finita

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Ora che ho qualche anno ed esperienza sul groppone vedo nei film dell’età adulta di Nanni Moretti un costante tentativo di elaborare un lutto: la vita che credevamo e che non è stata, e non sarà; l’impossibilità di governare le vite e i destini degli altri; un certo senso di impotenza di fronte alla fine del mondo per come lo conoscevamo e all’impossibilità di quello che, da giovani, avevamo immaginato.

Non si dovrebbe mai tornare dove si è stati illusi, come fa Moretti in La messa è finita. «Mamma e papà invecchiano e io non lo sopporto, capiterà anche a noi», dice don Nanni a sua sorella, subito prima di intonare il bolero del ritorno di Bruno Lauzi («ritornerai, lo so, ritornerai»). È un’ultima scena di armonia, prima che la sua famiglia e i suoi amici mandino in frantumi le sue certezze.



Niente è quello che sembrava, non ci attende «un regno dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno». L’età adulta diventa un esercizio costante del ricordo e del rimpianto. A quel punto è necessario andare via, «molto lontano, in un posto dove c’è un vento che fa diventare pazzi, e dove hanno bisogno di un amico».

Torna il bolero del ritorno di Bruno Lauzi: la tensione si scioglie in un ultimo momento di armonia tra tutti i suoi affetti, a dirci che la vita va avanti anche senza di noi e che, in fondo, diamo troppa importanza al nostro posto nel mondo. Moretti assiste impassibile alla trasformazione dell’aula della sua chiesa in una sala da ballo e poi, forse risolto, lascia spazio a un giusto sorriso.

«E riderai, quel giorno riderai».

A proposito dell'autore

Antonio Coletta

Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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Antonio Coletta è autore, ufficio stampa e redattore editoriale freelance. Ha fondato numerosi blog e strambe webzine e collaborato con molte testate e troppi siti internet. Ha raccontato la sua fallimentare esperienza di addetto stampa del cantautore Calcutta in «Calcutta. Amatevi in disparte» (Arcana, 2018), pubblicato la raccolta di racconti «Mia madre astronauta» (Ultra, 2019) e partecipato all'antologia «Qui giace un poeta» (Jimenez, 2020) con un racconto su Roberto Bolaño.

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