Questa sera, tornando a casa dopo aver esultato per il ventunesimo scudetto della Beneamata, un manifesto funebre sotto casa mi ha ricordato F., morto vent’anni fa.
Eravamo stati amici, compagni di classe e di interismo, poi ci eravamo un po’ persi, come accade spesso tra gli adolescenti.
Di vittorie nerazzurre assieme, in ogni caso, ne abbiamo viste ben poche. Tante sconfitte, tanti sfottò.
Ho visto quel manifesto funebre e ho pensato che F. stasera sarebbe stato felice – e poi, facendo un passo indietro, a quanto sarebbe stato felice per il triplete, diamine!
E ho pensato che vorrei davvero credere, talvolta, in qualcosa che non sia l’Inter.