Quelli che fanno i concorsi pubblici si conoscono tutti, si salutano dicendosi cose tipo: «Oh, non ti ho visto ieri alla preselettiva per 37 posti da assistente amministrativo alla Asl di Voghera», «No ero a fare gli scritti per il posto da istruttore alla Camera di Commercio di Crotone»; «Hai saputo di Marco? Ha vinto il concorso per il comune di Roccasecca», «Uh, quanto mi dispiace!»; «Noi ci...
La cosa più terribile di questa epoca
La cosa più terribile di questa epoca è che non puoi più salutare nessuno in forma scritta perché allʼistante vieni perseguitato da un profluvio di «Oddio», «Non ci credo», «Quando è successo», «Mi dispiace». E a nulla vale spiegare che «non cʼè nessun morto, stavo solo salutando in forma scritta!»: quelli non ti ascoltano e proseguono con i loro «Condoglianze», «Rip», «Ora sarà con gli angeli»...
Andersen e Dickens
Se cʼè una storia che mi ha insegnato parecchio sulla vita è quella dellʼinimicizia di Charles Dickens per Hans Christian Andersen. Pare infatti che Andersen ammirasse molto Dickens – e magari la cosa in principio era pure reciproca – e che i due si scrivessero delle lettere, ma poi un giorno lo scrittore inglese inserì una di quelle frasi di circostanza tipo: «Vieni a trovarmi se passi da...
Semplificare la complessità
Confondere gli ebrei con Israele e la sua violenza o i musulmani con Hamas e le sue barbarie è una banalizzazione da bar che disarma, e allo stesso modo credo sia inaccettabile attribuire le scelte criminali di un governo o, ancor meno, quelle di un gruppo armato, e le azioni dei loro rappresentanti, a quei cittadini inermi che pretendono di rappresentare. Noi “semplici” siamo portati, per...
Che spreco di evoluzione
Ho i pensieri un poʼ confusi, e credo che quando si è stanchi e arrabbiati sarebbe sempre meglio non scrivere nulla, però davvero non capisco come ancora possiamo star qui a discutere di patrie e diritti delle nazioni, a considerare legittimo o comunque inevitabile che si uccida o si muoia per fregnacce del genere, popoli, patrie e nazioni, come se non fosse una barbarie inaccettabile, che spreco...
Hans Steininger, borgomastro
Hans Steininger non era solo il borgomastro di Braunau am Inn ma anche lʼuomo con la barba più lunga del mondo: così lunga che, per camminare senza che la barba gli fosse dʼintralcio, gli era necessario arrotolarla e infilarla in una tasca. Un giorno Hans se ne stava seduto nel suo ufficio di borgomastro quando, allʼimprovviso, scoppiò un incendio nel fabbricato. Terrorizzato, preso dalla fretta...
La scuola a Alatri (FR)
«La scuola non è un parcheggio», urlano a volte i sindacati degli insegnanti, ma lo fanno perché non sono mai stati qui dove abito io, al centro di Alatri (FR), dove non cʼè né la scuola né un parcheggio.
Giuliano Montaldo
Cʼè una piccola scena di un piccolo film che beccai per caso su raitre qualche anno fa, un film nel quale Giuliano Montaldo interpreta un vecchio poeta dai ricordi confusi che se ne sta fermo in un angolo di Firenze a fissare una luce accesa al primo piano di un palazzo. La luce si spegne, lʼaccompagnatore giovane e un poʼ coatto di Montaldo gli chiede «aò, ma che stai a fa? Andiamo», ma il poeta...